Le origini della festa di Hallowen si perdono nella notte dei tempi... più precisamente si fanno risalire alla cultura celtica. Il calendario celtico, a differenza del nostro occidentale, fa iniziare il nuovo anno non il 1°di gennaio, ma, coincidendo con la fine del raccolto, tra il passaggio dell'autunno all'inverno. Quando il cambiamento climatico e di paesaggio segnano il confini tra la luce e la tenebra. Questa festa, svolta tra la notte del 31 ottobre-1 novembre, era molto onorata e rispettata, perchè unico momento all'anno in cui la dimensione spazio-temporale si dilata, permettendo agli spiriti e alle creature fantastiche di confondersi e comunicare con gli umani. Durante la festa di Hallowen si esorcizzava la paura di ciò che è comunemente invisibile all'occhio mortale e inspiegabile alla logica, attraverso alcuni riti pagani. Con la diffusione della religione cristiana hanno tentato di sradicare queste usanze, tanto che papa Gragorio Magno intorno all'850 spostò la festa di ogni santo dal 13 maggio al 1 novembre, non riuscendo mai a cancellare del tutto la celebrazione celtica e la sua cultura, tuttora viva.
Con la forte immigrazione verso i paesi degli Stati Uniti del popolo dalle radici celte, anche questa tradizione è stata esportata nelle Americhe, dove a poco poco svuotata del suo significato religioso, si è sviluppata l'attuale Hallowen. Notte di festa dove ci si maschera e per i bambini vive la consuetudine di bussare di casa in casa raccogliendo dolcetti, cantilenando la tipica frase:"Dolcetto o scherzetto?". Negli ultimi anni questa tradizione si sta diffondendo anche in Italia.
Simboli della festa di Hallowen sono tutto ciò che classicamente è divenatto un'icona per indicare l'horror e le tenebre: sangue, ragnatele, vampiri, fantasmi e in particolare le zucche, il gatto nero, considerato il compagno prediletto delle streghe, il calderone per preparare e bollire le pozioni magiche, i pipistrelli, la scopa che serve alle streghe come mezzo di trasporto volante.
La tradizione di intagliare le zucche e farne delle lanterne mettendoci una candela all'interno sembra derivare dalla storia di Jack o'lanter, una vecchio irlandese a cui piaceva farsi qualche goccetto di troppo. Si racconta che una notte (una notte di halloween) il nostro Jack abbia incontrato alla taverna il diavolo in persona e che, essendo troppo ubriaco per riconoscerlo, gli abbia venduto l'anima. Per impedirgli di portarsela via immediatamente gli chiese come ultimo desiderio di pagargli un altro bicchiere e quando il diavolo si trasformò in moneta la mise nel borsellino accanto ad una croce, impedendogli così di ritrasformarsi. Il diavolo dovette acconsentire ad attendere altri 10 anni per l'anima del vecchio per essere liberato. Quando trascorsi gli anni tornò, con un altro stratagemma fu messo nel sacco un ennesima volta da Jack di cui rinunciò per sempre l'anima. Poichè il nostro amico non era proprio uno stinco di santo alla sua morta non gli venne permesso di varcare le soglie del paradiso e, poichè il diavolo aveva promesso che non si sarebbe mai preso la sua anima, restò chiuso fuori persino dall'inferno. Per levarselo dalle scatole il diavolo gli diede una brace dell'inferno per illuminare il suo cammino, mentre vagava senza dimora per l'eternità. La lanterna, la luce, divenne il simbolo della guida degli spiriti dopo la morte.
Per questa ragione, per evitare che i morti tornino a perseguitare i vivi nella notte di Hallowen, si mettono lanterne intagliate nelle verdure (nelle zucche più utilizzate il Irlanda) fuori dalle case e per la strada verso il cimitero. In modo che i fantasmi possano ritrovare la strada per le loro tombe. Per la stessa ragione la gente si maschera in questa notte, per spaventare gli spiriti dei morti. I colori sono il nero e l'arancione (come le zucche).
Hallowen nella tradizione celtica è chiamata la notte di SAMAHIN, congiunzione tra le due stagioni e tra led diverse dimensioni.
Nella tradizione magica è una delle quattro feste più importanti dell'anno (Sabba maggiori).
Periodo che sta tra Samahin, signore dell'oscurità, e Yule, tempo di luce e fecondità.
Nella dimensione circolare celtica questa notte a cavallo tra due giorni si trova fuori dalle dimensioni del vecchio e del nuovo, come sospesa nel vuoto. Momento dell'anno in cui l'energia si carica di grande potere e l'arte della veggenza è facilitata. Le streghe si riuniscono nel circolo di Sabba e nella tarda notte compiono i loro riti propiziatori per l'anno nuovo.
Nei vari paesi di origine celtica si compiono differenti riti, tutti volti all'inaugurazione del nuovo anno, lasciando andare il vecchio e purificando l'animo affinchè il suo raccolto possa essere fecondo per l'anno a venire.
Lasciare del cibo e del latte fuori dalla porta, affinchè gli spiriti si ristorino e non disturbino i padroni della casa, seppellire pietre cospargendole di cenere, intagliare lanterne in alcune verdure, dove veniva riposto il Fuoco Sacro per illuminare il cammino, indossare maschere grottesche e spaventose.
Nei villaggi celtici la gente si riuniva nei boschi per compiere i riti e festeggiare Samahin pre tre giorni consecutivi.