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ORIGINI
La parola NATALE derivata dal latino Natalis sta ad indicare qualcosa relativo alla nascita ed infatti, in questa festa si festeggia secondo la religione cristiana la nascita di Gesù Cristo. In molti paesi cade nella notte tra il 24 (vigilia di Natale) e il 25 dicembre, data arbitraria che non coincide con la reale nascita di Gesù, ma scelta dalla Chiesa romana per contrapporsi ai già presenti riti pagani della Festa del Sole ed il Solstizio d'inverno celtico, in modo che questi venissero soppiantati e dimenticati. Nei paesi orientali, per questioni di slittamento di calendario, cade tral il 6-7 gennaio, notte dove in occidente si festeggiano i magi e l'epifania. Tuttora non può considerarsi certa una data precisa per la nascita di Cristo, cosa su cui ancora si discute, alcuni storici protendono, attraverso studi anche astronomici, per lafine di luglio-agosto. Alcuni ipotizzano che la data di nascita corrisponda in realtà a quella di morte. In ogni caso nel Vecchio e nuovo testamento la nascita del Cristo è preceduta da profezie e segnali. Già prima dell'avvento cristiano, dunque, il 25 dicembra è una festa ricorrente in molte civiltà e paesi e presa in grande considerazione, per i Celti il Solstizio d'Inverno, per i Romani il culto di Mitra e del Sole, per i Greci, per gli Egiziani e i Germani di Yule. Ancora oggi il periodo che va dal 24 dicembre al 7 gennaio può considerarsi passaggio da un anno all'altro, dal vecchio al nuovo. La festa di Natale è una delle più importanti dell'anno e diffusa in tutto il mondo, insieme alla Pasqua. La festa con i tradizionali simboli natalizi, presepe, albero, ecc, anche se affondano le radici ognuno in storie e tradizioni molto più lontane nel tempo, risale solo al secolo scorso.
I SIMBOLI
PRESEPE Il presepe rappresenta la storia della natività, dell'avvento di Gesù Cristo, in quello tradizionale, come tramandato dai Vangeli. Il primo presepe venne realizzato a Roma, ma quello più vicino all'immaginario popolare prende origine da San Francesco d'Assisi. Anche se in ogni paese ha una sua denominazione, come Krippe in Germania e Nascimiento nell'America Latina, il suo utilizzo nelle festività natalizie è diffuso in tutto il mondo.
ABETE-ALBERO DI NATALE Una tradizione narra che l'abete fu importato da Adamo dall'Eden, quando caduto sulla Terra portò con sè un ramoscello dell'albero da cui aveva staccato con eva il frutto proibito e proprio per questo diventò avvizzito con i rami dall'aspetto con cui noi lo vediamo. Le palline colorate che appendiamo stanno aricordare il dono che un povero vecchietto fece al bambin Gesù, poichè non aveva nulla di proprio da donargli, lo fece ridere giocando con delle palline. Un'altra storia narra di un bambino che la sera di natale si perse nel bosco mentre cercava dei ceppi da bruciare, secondo tradizione, ebbene si riparò sotto le fronde di un bete, poichè faceva freddo e iniziava a nevicare. L'albero commosso lo riparò per tutta la notte con i suoi rami ed al mattino seguente gli abitanti del villaggio lo trovarono sano e salvo e videro con meraviglia che l'abero sembrava decorato con palle di neve e stelle di ghiaccio luccicanti. Da lì il tradizionale addobbo dell'albero di Natale.
STELLA DI NATALE Una dolce bambina messicana si recò una sera della vigilia a portare un dono al Bambino, ma poichè non possedeva nulla, raccolse dell'erba strada facendo che ornò con il suo fiocco per capelli rosso. Arrivata ai piedi del presepe lasciò il suo dono e con stupore suo e della gente il suo fiocco si trasformò nel meraviglioso fiore che tutti conosciamo come la Stella di Natale.
AGRIFOGLIO Una toria narra che un pastorello sentito l'annuncio dagli Angeli della nascita del Signore volle anch'egli fare omaggio al Bambino Gesù e depose ai suoi piedi una coroncina di alloro, ma subito si vergognò per la povertà del regalo e si mise a piangere. Gesù tramutò allora il suo pianto in bacche rosse e le foglie di alloro in quelle verdi brillanti dell'alloro che noi conosciamo.
CAMPANE Insieme al coro di Angeli il suono festoso e solenne insieme delle campane annunciano la nascita di Gesù e conducono i pastori e i contadini fino alla mangiatoia.
GHIRLANDE Durante una visita in una casa Gesù si accorse di strane ragnatele su di un albero e notando che assomigliavamo a delel decorazioni le trasformò in sfavillanti ghirlande. Da questa storia la tradizioen di allestire l'albero e la casa con ghirlande nel epriodo natalizio.
BASTONCINO DI ZUCCHERO Invenzione di un dolciaio che desiderava ricordare la mondo Cristo. La forma sta per la J di Jesus e i colori la purezza e il sacrificio -bianco e rosso. Per alcuni è stato interpretato invece un bastone da pastore per ricordare il compito di guida di gesù.
PETTIROSSO Si narra di un uccellino che con le sue ali ravvivò il fuoco per un'intera notte per tenere al caldo il Bambin Gesù. Il petto rosso fu il suo premio per l'amore che aveva dimostrato nei confronti di Cristo.
BEFANA E MAGI La festa dei Magi e dell'Epifania è anch'essa molto importante: i magi sono i re dei popoli che portarono ognuno un dono prezioso a Gesù:oro, incenso e mirra. I tre furono guidati fino dal Bambino da una setlla in cielo-La Cometa- che indicò loro la strada. La Befana originariamente si narra fosse una evcchina che non volle fare visita la notte al Bambino, ma spettò l'indomani quando trovò la stalla vuota. Così vaga per il mondo portando a tutti i bimbi buoni un dono, sperando che uno di loro possa essere Gesù.
STRENNE DI NATALE L'usanza di scambiarsi doni e di chiamarli Strenne sembra derivare da Romolo che fu commosso dell'ulivo lasciato in regalo a Strenia, dea della potenza e fortuna dai suoi amici felici che sia stata fortificata e costruita Roma. Romolo fece diventare usuale questa usanza di portare doni alla Dea ogni gennaio. Più avanti Strenia divenne Strenna e i regali, con l'avvento del signore, vennero rivolti a Gesù.
CEPPO DI NATALE Ogni apese ha le sue usanze e tipi di legno con cui consacrare il proprio ceppo nella sera di Natale, non solo per afrlo bruciare nel acmnio ma anche come elemento decorativo.
PANETTONE Per tradizione il panettone fu originato da uno sbaglio di un giovane fornaio, Toni, che rovesciò dello zucchero insieme alla farina e all'uvetta per l'impasto del pan d'uva nella notte della vigilia. Sembra che l'indomani il nuovo pan dolce sia stato gradito dal paese ed addirittura ervito alla tavola di Ludovico il Moro che ordinò di diffondere la ricetta del Pan di toni a tutti i fornai Milanesi e il nuovo pane venne chiamato panettone.
I SANTI DI NATALE SAN NICOLO' vescovo di Mira e nativo dell'Asia Minore, sembra dover la sua fama di protettore dei bambini e dispensatore di doni nel 6 dicembre, a due eventi: il primo il salvataggio di tre bambine dalla schiavitò poichè prive di dote necessaria all'epoca per sposarsi, regalando loro tre sacchi d'oro e perchè, durante la persecuzione ariana rescuscitò alcuni bambini.
SANTA LUCIA Giovane martire siciliana che si fece torturare e uccidere piuttosto che sposare un uomo non cristiano (all'epoca era assai diffuso il paganesimo) e non poter prendere i voti. In alcune città italiane è Santa Lucia, in groppa ad un asinello a portare i doni ai bambini, il 13 dicembre.
SANTO STEFANO La tradizione racconta che Santo stefano, primo martire al seguito di Cristo e festeggiato nel 26 dicembre, naque da una pietra per miracoloso intervento di Maria che vista una donna che per tanto desiderio di avere un figlio che non arrivava, fingeva di cullarne uno, nascondendo una grossa pietra avvolat in uno scialle. La Madonna capito l'inganno e leggendo nel cuore della donna un vero desiderio di maternità le concesse questa grazia.
October 19
WELCOME TO HALLOW TOWN! HALLOW TIME HALLOWEN LOVE 
Le origini della festa di Hallowen si perdono nella notte dei tempi... più precisamente si fanno risalire alla cultura celtica. Il calendario celtico, a differenza del nostro occidentale, fa iniziare il nuovo anno non il 1°di gennaio, ma, coincidendo con la fine del raccolto, tra il passaggio dell'autunno all'inverno. Quando il cambiamento climatico e di paesaggio segnano il confini tra la luce e la tenebra. Questa festa, svolta tra la notte del 31 ottobre-1 novembre, era molto onorata e rispettata, perchè unico momento all'anno in cui la dimensione spazio-temporale si dilata, permettendo agli spiriti e alle creature fantastiche di confondersi e comunicare con gli umani. Durante la festa di Hallowen si esorcizzava la paura di ciò che è comunemente invisibile all'occhio mortale e inspiegabile alla logica, attraverso alcuni riti pagani. Con la diffusione della religione cristiana hanno tentato di sradicare queste usanze, tanto che papa Gragorio Magno intorno all'850 spostò la festa di ogni santo dal 13 maggio al 1 novembre, non riuscendo mai a cancellare del tutto la celebrazione celtica e la sua cultura, tuttora viva. Con la forte immigrazione verso i paesi degli Stati Uniti del popolo dalle radici celte, anche questa tradizione è stata esportata nelle Americhe, dove a poco poco svuotata del suo significato religioso, si è sviluppata l'attuale Hallowen. Notte di festa dove ci si maschera e per i bambini vive la consuetudine di bussare di casa in casa raccogliendo dolcetti, cantilenando la tipica frase:"Dolcetto o scherzetto?". Negli ultimi anni questa tradizione si sta diffondendo anche in Italia. Simboli della festa di Hallowen sono tutto ciò che classicamente è divenatto un'icona per indicare l'horror e le tenebre: sangue, ragnatele, vampiri, fantasmi e in particolare le zucche, il gatto nero, considerato il compagno prediletto delle streghe, il calderone per preparare e bollire le pozioni magiche, i pipistrelli, la scopa che serve alle streghe come mezzo di trasporto volante. La tradizione di intagliare le zucche e farne delle lanterne mettendoci una candela all'interno sembra derivare dalla storia di Jack o'lanter, una vecchio irlandese a cui piaceva farsi qualche goccetto di troppo. Si racconta che una notte (una notte di halloween) il nostro Jack abbia incontrato alla taverna il diavolo in persona e che, essendo troppo ubriaco per riconoscerlo, gli abbia venduto l'anima. Per impedirgli di portarsela via immediatamente gli chiese come ultimo desiderio di pagargli un altro bicchiere e quando il diavolo si trasformò in moneta la mise nel borsellino accanto ad una croce, impedendogli così di ritrasformarsi. Il diavolo dovette acconsentire ad attendere altri 10 anni per l'anima del vecchio per essere liberato. Quando trascorsi gli anni tornò, con un altro stratagemma fu messo nel sacco un ennesima volta da Jack di cui rinunciò per sempre l'anima. Poichè il nostro amico non era proprio uno stinco di santo alla sua morta non gli venne permesso di varcare le soglie del paradiso e, poichè il diavolo aveva promesso che non si sarebbe mai preso la sua anima, restò chiuso fuori persino dall'inferno. Per levarselo dalle scatole il diavolo gli diede una brace dell'inferno per illuminare il suo cammino, mentre vagava senza dimora per l'eternità. La lanterna, la luce, divenne il simbolo della guida degli spiriti dopo la morte. Per questa ragione, per evitare che i morti tornino a perseguitare i vivi nella notte di Hallowen, si mettono lanterne intagliate nelle verdure (nelle zucche più utilizzate il Irlanda) fuori dalle case e per la strada verso il cimitero. In modo che i fantasmi possano ritrovare la strada per le loro tombe. Per la stessa ragione la gente si maschera in questa notte, per spaventare gli spiriti dei morti. I colori sono il nero e l'arancione (come le zucche).
Hallowen nella tradizione celtica è chiamata la notte di SAMAHIN, congiunzione tra le due stagioni e tra led diverse dimensioni. Nella tradizione magica è una delle quattro feste più importanti dell'anno (Sabba maggiori). Periodo che sta tra Samahin, signore dell'oscurità, e Yule, tempo di luce e fecondità. Nella dimensione circolare celtica questa notte a cavallo tra due giorni si trova fuori dalle dimensioni del vecchio e del nuovo, come sospesa nel vuoto. Momento dell'anno in cui l'energia si carica di grande potere e l'arte della veggenza è facilitata. Le streghe si riuniscono nel circolo di Sabba e nella tarda notte compiono i loro riti propiziatori per l'anno nuovo. Nei vari paesi di origine celtica si compiono differenti riti, tutti volti all'inaugurazione del nuovo anno, lasciando andare il vecchio e purificando l'animo affinchè il suo raccolto possa essere fecondo per l'anno a venire. Lasciare del cibo e del latte fuori dalla porta, affinchè gli spiriti si ristorino e non disturbino i padroni della casa, seppellire pietre cospargendole di cenere, intagliare lanterne in alcune verdure, dove veniva riposto il Fuoco Sacro per illuminare il cammino, indossare maschere grottesche e spaventose. Nei villaggi celtici la gente si riuniva nei boschi per compiere i riti e festeggiare Samahin pre tre giorni consecutivi.
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